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Scuola, raffica di occupazioni a Torino: scontri e tafferugli

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Cresce la tensione nelle scuole torinesi dove si moltiplicano le occupazioni e anche i tafferugli, segnalati oggi in via Montecuccoli all’istituto superiore Sella, all’alberghiero Colombatto e in via Meucci all’istituto Basso Monti. Da stamane si aggiunge all’elenco delle scuole occupate anche il Giordano Bruno.

Vetri in frantumi e lancio di monopattino al Monti

Al Monti ad animare la protesta un gruppo di studenti incappucciati arrivati anche dall’esterno dell’istituto. «Sono arrivati da una protesta cui hanno dato vita al Sella, – raccontano alcune studentesse – ma qui non hanno fatto in tempo a entrare perché hanno chiuso le porte». Rimasti fuori, gli incappucciati hanno scaricato gli estintori contro la parete esterna dell’istituto, hanno tentato di forzare il cancello chiuso lanciando un monopattino e spaccato i vetri delle finestre che affacciano su corso Galileo Ferraris lanciandoci contro pietre e aste. Alcuni studenti hanno poi scavalcato il cancello entrando comunque nella scuola. Quando uno degli studenti che aveva lanciato pietre è stato fermato dai professori, è partito un coro «lasciatelo», e alcuni hanno iniziato a lanciare aste anche contro i docenti.

Gli studenti identificati al Peano

Dopol’assalto alle scuole Boselli e Peano dove a causa dei danneggiamenti da parte di giovani incappucciati le scuole sono state chiuse, la polizia ha identificato alcuni studenti, tra i 16 e i 20 anni ritenuti responsabili «in qualità di promotori o co-promotori» delle agitazioni all’Itis Peano di Torino durante le quali sono stati danneggiati gli arredi, sfasciati i computer, svuotati gli estintori e danneggiato il materiale didattico.I fatti sono stati immortalati da alcuni video diventati virali sui social network.

Il caso del Colombatto: scontri e spintoni

Insulti, spintoni, lancio di petardi e sarebbero volati anche calci e pugni questa mattina davanti ai cancelli dell’istituto alberghiero Colombatto di Torino, dove studenti favorevoli e contrari all’occupazione della scuola si sono fronteggiati. Tra i contrari all’occupazione erano presenti anche militanti di Azione Studentesca, organizzazione giovanile legata a Fratelli d’Italia. Gli episodi si sono verificati davanti alla sede centrale dell’istituto, dove già ieri era stato impedito un tentativo di occupazione. Secondo il racconto di uno dei rappresentanti degli studenti contrari alla protesta, questa mattina un gruppo di giovani, alcuni con il volto coperto, avrebbe cercato nuovamente di entrare nell’edificio.

Torino, scontri per le occupazioni scolastiche: vetri in frantumi e tafferugli al Bosso-Monti

«Stamattina siamo andati di nuovo per evitare occupazione davanti a scuola», racconta il rappresentante, secondo il quale gli studenti favorevoli all’occupazione avrebbero lanciato petardi e utilizzato un estintore contro chi si opponeva alla protesta. La stessa ricostruzione viene fornita da Azione Studentesca, che sostiene di avere impedito l’ingresso degli occupanti nella sede centrale. Secondo il rappresentante, la sede centrale non è stata occupata, mentre alcuni studenti sarebbero riusciti a entrare nella succursale, dove sarebbero presenti anche giovani di Osa, un’organizzazione di studenti di sinistra, con le bandiere del movimento. Sul posto è intervenuta la polizia. La situazione è successivamente tornata tranquilla. Il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone (Fdi), ha annunciato per oggi un incontro con i rappresentanti degli studenti del Colombatto contrari all’occupazione.

Torino, all’alberghiero Colombatto spunta un estintore contro chi si oppone all’occupazione

Il collettivo Osa: «Facciamo come in Francia»

Il collettivo Osa – vicino agli antagonisti e spesso a fianco di Askatasuna nelle lotte no Tav – definisce «Gravissimo quello che è successo questa mattina al Colombatto dove Azione Studentesca e Gioventù Nazionale hanno tentato di bloccare con la forza gli studenti all’entrata per impedire l’occupazione dell’istituto. Gli studenti, comunque sono riusciti a entrare in succursale per occuparla». Cosi’ sui social Osa,Opposizione studentesca d’alternativa, di Torino che prosegue: «Dai presidi-sceriffo alle riforme che colpiscono lavoratori e giovani non lasceremo spazio a chi difende questo sistema. Le scuole sono di chi le vive e di chi lotta. Facciamoglielo capire svuotando le scuole e scioperando in massa domani e venerdì 30 ottobre insieme ai lavoratori in sciopero generale. Facciamo come in Francia».

Assemblea studentesca: «Infiltrati? La scuola è aperta a chi decidiamo noi»

In un comunicato di Assemblea studentesca si legge che «Licei e istituti tecnici da giorni sono l’epicentro della lotta studentesca contro la riforma Valditara, il razzismo istituzionale, la guerra, la spesa per le armi, per chiedere urgenti fondi per ristrutturare le nostre scuole, contro le scuole trasformate in caserme e lo strapotere dei presidi». «Il Governo Meloni e il Prefetto di Torino ci attaccano senza rispondere alle nostre rivendicazioni, cercando di dividerci tra “buoni e cattivi”. Minacciano di intervenire contro le occupazioni e i nostri cortei. Rispondiamo che siamo uniti più che mai è che la nostra lotta è compatta». E sulle scuole vandalizzate dagli incappucciati: «Invece di chiedersi perché alcuni studenti arrivino ad odiare le proprie scuole, i propri banchi, i propri professori, ci si inventa fantomatici “infiltrati” a cui dare la colpa. Si guarda il dito e non la luna. Noi invece siamo consapevoli che dietro a questi comportamenti spontanei c’è la voglia di contare, di farsi sentire, di urlare che esistiamo». «Dalla Francia gli studenti ci hanno invitato a muoverci insieme e lo abbiamo fatto, scoprendo che la nostra città può essere un esempio per tante altre in Italia». E infine «I presidi ci parlano di “esterni” come se le nostre occupazioni fossero fatte da infiltrati. Chi ha deciso che non possiamo confrontarci fra scuole diverse? Forse si arrabbiano tanto perché per una volta la scuola è aperta a chi decidiamo noi e non loro, è la frustrazione di chi vede il proprio potere vacillare».

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