Se il clima in crisi scioglie il cioccolato

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Attenzione: questa pagina si autoscioglierà tra trenta secondi. Oggi è la giornata mondiale del cioccolato e con tutta evidenza chi ha deciso la data non aveva mai fatto i conti con questo caldo. Si festeggia il 7 luglio perché in questo giorno nel 1847 fu inventata la prima tavoletta. Non a Torino, non in Italia, ma in Inghilterra, dal cioccolatiere Joseph Fry.

La cioccolata ha una storia ben più lunga: era conosciuta dai Maya più di 2500 anni fa (la bevevano miscelando semi di cacao e acqua calda, definendola “cibo degli dei”). La pianta del cacao, poi, è arrivata in Europa grazie a Cristoforo Colombo nel 1503, per approdare in Spagna, Italia, Francia, Inghilterra e a poco a poco in tutto il mondo.

Il cioccolato oggi vive appeso tra mito e fragilità, in un paradosso che coinvolge l’intera filiera: valore in crescita, futuro incerto. Il mercato sale, tanto a livello globale che nel dal nostro Paese. Siamo il quinto esportatore europeo per alimenti a base di cioccolato. L’Italia nel 2024, ultimo dato disponibile per Unione Italiana Food, ha toccato +17,2% in esportazioni. L’industria italiana del cioccolato genera 6,6 miliardi di euro. Torino, in questo contesto, è la capitale italiana del cioccolato (il Gianduiotto fu “inventato” nel 1865), e il Piemonte è il motore trainante del settore: delle 755 imprese del cioccolato italiane censite nel 2025, ben 106 sono piemontesi (il 14% – e a Torino ben 52, il 7%). I marchi – dai più artigianali ai brand globali – li conoscete bene (chi è senza peccato scagli il primo cioccolatino).


Eppure la filiera porta con sé rischi sempre crescenti. Analizziamoli uno a uno, e partiamo da un problema come a tutte le filiere: l’inflazione. Il costo delle materie prime cresce e spesso i colossi per non alzare troppo il costo finale decidono di ridurre la percentuale di cacao presente. Fate caso alle confezioni di alcuni snack al supermercato: alcune recitano “al gusto di cioccolato”. È un trucco di marketing, perché la definizione di “cioccolato” prevede una percentuale minima del 35% di cacao. Secondo un’ inchiesta dell’organizzazione inglese Cacao Latitudes, lo zucchero sta rimpiazzando il cacao in moltissimi prodotti, tanto che l’acquisto di cacao da parte delle aziende europee è calato del 3% l’anno scorso.

Il secondo problema è strettamente legato al primo: il cacao costa di più perché è sempre più difficile coltivarlo. La pianta è estremamente sensibile alle temperature e all’umidità e ha bisogno di vivere all’ombra di piante e alberi più grandi. Deforestazione e cambiamento climatico stanno influendo negativamente la produzione della materia prima. Quest’anno poi, il ritorno del fenomeno ciclico naturale de El Niño e a sua volta alza le temperature medie del pianeta, agirà da ulteriore destabilizzatore.

Il cacao viene coltivato in circa 70 Paesi della fascia tropicale, ma oltre il 90% della produzione mondiale è concentrato in appena nove nazioni, quasi tutti in Africa occidentale. Così il prezzo oscilla in maniera frenetica, agitato anche da speculazioni finanziare, e a farne le conseguenze sono gli agricoltori, ultimo anello debolissimo della catena.

Mentre un agricoltore spesso guadagna meno di due dollari al giorno di stipendio, il mercato del cacao è di nuovo in fiamme. Dopo aver toccato il record storico di 13.000 dollari la tonnellata nel 2024 e un marcato crollo a 3.000 dollari nell’aprile del 2026, i contratti sono rimbalzati oltre quota 5.000 nelle ultime settimane. Alcune certificazioni volontarie, come quelle del commercio equo e sostenibile, servono ad assegnare premi più grandi per i coltivatori: noi italiani, per esempio, scegliendo i marchi di Fairtrade Italia, abbiamo generato nel 2025 due milioni di euro di sostegni. Ma c’è chi chiede ancora di più: Friedel Hütz-Adams, esperto del tema per il Südwind Institute, ha ribadito la necessità di riforme sistemiche per schermare i nuclei familiari dalle fluttuazioni delle Borse occidentali, imponendo un costo fisso della materia prima intorno ai 4.000 dollari alla tonnellata.

C’è tutto questo, e molto di più in una tavoletta di cioccolata. Non fatela sciogliere.

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