Hanno creato una scala umana, salendo l’uno sulle spalle dell’altro per permettere a uno di loro di scavalcare il muro e così tentare di evadere dal Lorusso e Cutugno. A sventare l’ennesimo tentativo di evasione dal carcere sono stati gli agenti di polizia penitenziaria che hanno beccato il detenuto nel magazzino vestiario.
Il diciottenne salta il muro
Il protagonista della vicenda è un diciottenne di nazionalità tunisina, arrivato a fine maggio dal carcere minorile Ferrante Aporti e ora ristretto nella decima sezione del Padiglione B. Ieri, poco prima delle 14, ha approfittato dell’ora di passeggio in cortile, un momento durante cui molti agenti sono in pausa pranzo. Ha chiesto aiuto ad altri quattro detenuti ed è riuscito a scavalcare il primo muro perimetrale. Mentre correva nell’intercinta – lo spazio tra i due muri – dell’istituto penitenziario, dalla sala operativa si sono immediatamente accorti del tentativo di evasione ed è scattato l’allarme.
L’allarme degli agenti
Gli agenti di polizia penitenziaria, accorsi anche dagli altri padiglioni, hanno bloccato il fuggitivo, portandolo nella camera di sicurezza del carcere. «Siamo di fronte all’ennesimo episodio che dimostra come la sicurezza degli istituti penitenziari sia ormai affidata quasi esclusivamente all’abnegazione, al sacrificio e alla professionalità del personale di polizia penitenziaria» denuncia ancora una volta il sindacato Osapp, parlando di «inerzia dei vertici dell’amministrazione penitenziaria». E aggiunge: «Continuano a non mettere in campo interventi concreti e risolutivi rispetto alle gravissime criticità che da anni denunciamo. Il personale è sempre più in difficoltà, gli organici restano insufficienti e le condizioni di sicurezza appaiono ormai compromesse da una gestione che non riesce a fornire risposte adeguate».
L’appello per la sicurezza
Da qui, l’appello: «Ci siamo già rivolti al Prefetto e oggi rinnova con forza la richiesta di un intervento immediato e straordinario», perché – conclude il sindacato – «la tentata evasione rappresenta un segnale gravissimo che non può essere sottovalutato né liquidato come un episodio isolato. Chi continua a ignorare le condizioni in cui versa il sistema penitenziario si assume precise responsabilità. La sicurezza delle carceri coincide con la sicurezza dei cittadini e non può essere sacrificata sull’altare dell’indifferenza, dell’immobilismo e della burocrazia».
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it







