Proseguono le indagini per chiarire le cause dello schianto del Cessna Caravan della compagnia Aerodiana precipitato nella provincia di Nazca, in Perù, durante un volo turistico diretto sulle celebri Linee di Nazca. L’incidente, costato la vita a sette turisti italiani, è ora al centro dell’inchiesta della Commissione per le indagini sugli incidenti aerei (CIAA), chiamata a stabilire se la tragedia sia stata provocata da un guasto tecnico, da un’avaria, dalle condizioni meteorologiche o da una combinazione di fattori.
L’aereo era decollato alle 12.10 dall’aeroporto di Pisco. Dopo circa cinquanta minuti di volo il pilota aveva lanciato un mayday, senza però riuscire a spiegare alla torre di controllo la natura dell’emergenza. Pochi istanti dopo le comunicazioni si sono interrotte e il velivolo è scomparso dai radar.
La tragedia
I manager Paolo Gianturco e Cristina Bianco, Lorenzo neolaureato: le vittime italiane in Perù
A fornire elementi preziosi agli investigatori potrebbero essere le immagini riprese da alcuni testimoni presenti nella zona dello schianto. In un video diffuso dall’emittente locale Noticias Piura si vede il Cessna perdere rapidamente quota. Le immagini mostrerebbero il distacco di una prima ala, seguito da una rotazione incontrollata del velivolo. Poco dopo si sarebbe staccata anche la seconda ala, prima del violento impatto al suolo. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire se il cedimento delle ali sia avvenuto in volo per cause strutturali o se sia stato una conseguenza delle sollecitazioni estreme subite durante la perdita di controllo.
Le immagini subito dopo lo schianto in Perù: l’aereo in fiamme, tra le vittime anche italiani

Sul luogo dell’incidente il personale della CIAA ha avviato la raccolta dei reperti e della documentazione tecnica, mentre la Polizia Nazionale peruviana mantiene l’area sotto stretta sorveglianza per preservare i resti dell’aereo. Nelle prossime ore sono attesi anche gli specialisti della Direzione Generale dell’Aviazione Civile (DGAC) provenienti da Lima, che affiancheranno gli investigatori nell’analisi del relitto.
Tra le ipotesi al vaglio c’è anche il possibile ruolo del maltempo. Per diversi giorni i voli turistici nella zona erano stati sospesi a causa dei forti venti che avevano colpito il deserto di Nazca, sradicando alberi, abbattendo cartelli stradali e pali della luce e sollevando una densa nube di polvere che aveva ridotto sensibilmente la visibilità. Solo la mattina del 1° agosto le autorità avevano dichiarato conclusa l’emergenza, autorizzando la ripresa dei voli turistici sopra i geoglifi.

La presidente del Perù, Keiko Fujimori, ha espresso il cordoglio del governo per le vittime e ha confermato che il ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni ha già attivato tutti i protocolli previsti per l’inchiesta. Ha inoltre spiegato che il ministero degli Esteri è in contatto con i consolati dei cittadini stranieri deceduti e ha annunciato che il governo sta valutando una sospensione temporanea delle operazioni dell’aeroporto di Pisco, da cui era decollato il Cessna, in attesa dei risultati delle indagini (che sono complicate dall’assenza di scatola nera). La decisione, ha precisato, sarà presa solo dopo aver esaminato i rapporti tecnici delle autorità competenti.
Perù, aereo precipita a Nazca: le prime immagini, sette italiani tra le vittime

“L’impatto è stato devastante e purtroppo non ci sono stati sopravvissuti”, ha dichiarato César Martínez Elías, membro dei vigili del fuoco di Nazca. L’inchiesta dovrà ora ricostruire gli ultimi minuti di volo e accertare se all’origine della tragedia vi sia stato un cedimento meccanico, un problema strutturale o l’influenza delle condizioni atmosferiche. Fino alla conclusione delle indagini, le autorità peruviane invitano alla massima prudenza su qualsiasi ricostruzione delle cause dello schianto.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it







