Si fa presto a dire “montagna incontaminata”. E anche “made in Italy” o “dal produttore al consumatore”. Nel tempo impianti di risalita e infrastrutture hanno cementificato gran parte delle Alpi, e la globalizzazione industriale ha decimato le realtà che seguono in loco tutto il ciclo produttivo. Per fortuna ci sono però eccezioni virtuose. L’azienda cooperativa Valverbe è una di queste. Da quarant’anni produce tisane biologiche di montagna da erbe e piante officinali coltivate in Val Varaita, un presidio di architettura tipica e di cultura occitane, raro esempio di turismo dolce e sostenibile dove la mano dell’uomo non ha ancora alterato l’equilibro naturale.
Una storia che parla di antiche tradizioni abbinate a nuove tecnologie produttive, di valorizzazione del territorio montano, di filiera corta ed economia circolare. «Tutto inizia nel 1985, quando i miei genitori hanno lasciato il lavoro in fabbrica in pianura per trasferirsi nella casa di famiglia a Bellino, a 1500 metri di quota», racconta il presidente e amministratore delegato Luca Fasano.


Lì hanno iniziato a recuperare e a coltivare i terreni di famiglia, per poi vendere al dettaglio le erbe sfuse. «Il microclima fa della Val Varaita un’erboristeria a cielo aperto, in cui crescono spontaneamente melissa, malva, menta, passiflora, camomilla, calendula, ribes nero, tiglio, biancospino».
La svolta arriva nel 2000. Con l’acquisto di una macchina per il confezionamento in bustine-filtro, per la società agricola Valverbe si spalanca il mondo delle tisane – fino ad allora concentrato solo su tè e camomilla – e anche dei cosiddetti infusi funzionali, ovvero curativi: per digerire, depurare, rinforzare le difese immunitarie o per rilassarsi prima di dormire.
I progressi
La crescita comporta il recupero di nuovi terreni di coltivazione biologica (oggi si contano 70 ettari, tra quelli scoscesi di Bellino fino al fondovalle), l’ampliamento con nuove strutture, una gestione via via più strutturata, l’impiego di nuovo personale (in totale lavorano 50 addetti tra parte agricola e produttiva). Anche il trasferimento in una nuova sede a Melle, nella media valle.
«Oggi – aggiunge Fasano – la nostra società agricola opera secondo una logica di filiera locale unica nel settore: va dalla coltivazione alla raccolta, dall’essiccazione alla miscelazione, fino al prodotto finito confezionato in filtri, con un controllo costante su tutte le fasi del processo produttivo». Come a dire, “dal seme alla bustina”, che è poi lo slogan di Valverbe.
il caso
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Un salto di qualità premiato anche dal mercato. In vent’anni l’azienda cuneese è arrivata a rappresentare uno dei maggiori produttori di tisane bio in Italia presidiando il 4% del consumo nazionale, con un centinaio di gusti e ricette diverse: metà della produzione a marchio Valverbe, l’altra metà in licenza per altre realtà, anche della grande distribuzione.

«Ogni anno lavoriamo oltre centomila chili di erbe essiccate di montagna che si trasformano in circa 70 milioni di bustine filtro e tre milioni e mezzo di astucci – snocciola i numeri il Ceo Fasano –. Tutte le nostre piante sono coltivate senza l’utilizzo di pesticidi, Ogm o altri inquinanti chimici, preservando la biodiversità ambientale. In più vengono disidratate a freddo con un innovativo sistema detto “a cellula aperta” che mantiene integra la membrana cellulare e di conseguenza intatte le proprietà, l’aroma e i princìpi attivi della pianta fresca. Una rivoluzione rispetto al sistema tradizionale».
La politica aziendale
Non solo la materia prima: per politica aziendale, è tutto il modello produttivo di Valverbe a essere green. Imballi prodotti con materiali riciclabili e compostabili, riduzione dell’impatto ambientale, utilizzo di veicoli elettrici, l’intera energia derivante da fonti rinnovabili e sostenibili, compreso un fiore fotovoltaico mobile a petali solari che si aprono all’alba e si chiudono al tramonto. «È ecologico persino il filo di cotone che chiude le bustine-filtro, tutte realizzate in carta naturale, non sbiancata, non incollata e senza microplastiche o punti metallici», precisa Luca Fasano.
Oltre alle tisane bio, con la lavorazione delle piante officinali di montagna l’azienda cuneese produce anche spezie da cucina, caramelle balsamiche, genepy e altre erbe sfuse in sacchetto. E poi tinture madri, propoli e macerati glicerinati, gemmoderivati biologici a uso farmaceutico, acque costituzionali per la cosmesi. Un esempio virtuoso di applicazione dell’economia circolare, dove – per dirla con Lavoisier – «nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma».
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