I numeri del disastro ambientale che sotto la gestione di Lucia Morselli si sarebbe abbattuto sulla città di Taranto e in particolare sul quartiere Tamburi, appena fuori dai cancelli dell’ex Ilva, li hanno dati i pm che ora chiedono al gli arresti domiciliari per l’ex ad e presidente del consiglio di amministrazione di Adi: l’interrogatorio preventivo davanti al gip di Taranto si terrà il 3 novembre. Con lei, rischiano i domiciliari il dirigente della fabbrica Alessandro Labile e Francesco Astorri, all’epoca capo del Nucleo ispettivo di Ispra.
L’aria avvelenata dalle emissioni fuori controllo di benzene con «picchi superiori al limite di esposizione acuto per 387 giorni complessivi, tra il 2022 e il 2023», avrebbe comportato un aumento del 250 per cento dell’«eccesso di rischio di comparsa di una leucemia mieloide acuta» nei bambini. Ma anche di tumore al polmone (118 per cento tra gli uomini, 125 tra le donne) e mesotelioma (366 per cento tra gli uomini, 359 per cento tra le donne) negli adulti.
Trentatré indagati
Numeri che per la procuratrice Eugenia Pontassuglia e il sostituto Francesco Ciardo – titolari dell’inchiesta con 33 indagati tra cui Arcelor Mittal in quanto persona giuridica – sarebbero conseguenza di anni di politiche aziendali «finalizzate a massimizzare i profitti e ridurre al minimo indispensabile i costi». A partire da quelli per «le manutenzioni ordinarie e straordinarie necessarie a prevenire disastri o infortuni sul lavoro in numerosi reparti dello stabilimento». Per risparmiare, sarebbero stati «bloccati, pur a fronte di drammatiche richieste dei capi reparto, gli ordini di acquisto di macchinari, pezzi di ricambio, materie prime». E utilizzati «pezzi inidonei o recuperati da altri impianti».
Le accuse
Tra le accuse mosse a Morselli, per i pm a capo dell’associazione per delinquere, compare anche la corruzione: con il dirigente della fabbrica Alessandro Labile avrebbe convinto Francesco Astorri, all’epoca capo del Nucleo ispettivo di Ispra, a «falsare» gli esiti dei controlli per favorire l’azienda in cambio della promessa del conferimento dell’incarico di direttore del servizio Val-Asi/Rtec di Ispra. «A tal fine – si legge nelle carte – Morselli e Labile avevano segnalato il suo nominativo a Vannia Gava, viceministro dell’Ambiente (non indagata, ndr) con poteri di vigilanza e controllo sulle attività di Ispra». Dal Ministero si precisa che la viceministra «non ha funzioni di vigilanza né deleghe su Ispra, la cui vigilanza fa capo al Mase». Si chiarisce inoltre che «le nomine avvengono secondo il regolamento di Ispra». Quanto ad Astorri, il Ministero spiega che «presentò la propria candidatura attraverso un interpello, ma non è mai diventato direttore».
La truffa aggravata ai danni dell’Ue
C’è poi il capitolo della truffa aggravata da 342.435. 323,36 di euro ai danni dell’Unione europea. Morselli avrebbe avuto «mandato di recuperare a ogni costo», tramite «pressioni sulle istituzioni» e la «manipolazione dei dati» le quote di CO2 perse nel 2020, a seguito della cessazione parziale dell’attività del 2019. Così, al gip, la procura ha chiesto anche la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per i membri dell’intero Comitato Ets, acronimo di Emissions Trading System, l’Autorità nazionale competente per l’attuazione del sistema di scambio delle quote di emissioni dei gas ad effetto serra, a partire dal presidente Alessandro Carettoni e dal suo vice Mauro Mallone.
Bernabè: “Mi auguro che l’inchiesta porti ad accertamento della mia correttezza”
Tra gli indagati a piede libero, invece, figurano Aditya Mittal, ceo di ArcelorMittal SA e Franco Bernabè, ex presidente del cda di Acciaierie d’Italia, che «si augura che l’inchiesta porti ad un definitivo accertamento della totale correttezza del proprio comportamento», precisando: «Il consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia Holding e il suo presidente Franco Bernabè sono stati, a suo tempo informati della questione relativa al recuperare delle quote CO2, peraltro precedente al loro insediamento, sulla base di documentazione di Acciaierie d’Italia spa e di consulenze tecniche fornite da istituzioni terze indipendenti».
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A cura della redazione economia

Anche l’avvocato Giuseppe Iannaccone, che difende Morselli, si dice «convinto dell’assoluta innocenza» della sua assistita che ha sempre «agito nel rispetto delle regole». Vanno avanti anche le indagini della procura di Milano che accusa Morselli di bancarotta fraudolenta: dopo le acquisizioni della Gdf nello stabilimento di Taranto è in corso una maxi-consulenza richiesta dai pm. Sul fronte dei lavoratori, infine, si terrà oggi a palazzo Chigi l’incontro con i sindacati.
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