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Il bacio d’amore di Christian e Luca. La nonna sfida il mondo al contrario

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Indiciamo un sondaggio. Non sulle intenzioni di voto, e nemmeno su cosa scommettiamo (un figlio, un nipote, una madre, mezzo mutuo) su quanto dureranno Schlein e Conte, e quanto le ritrosie del centrodestra su Vannacci. Smettiamola di pensare che sia da questi particolari che si giudica un italiano, che sia da queste domande che si capiscono gli italiani.

Indiciamo un sondaggio sul fatto che in un sabato qualunque, mentre la CGIL è in piazza, circola sui social la foto di un ragazzo e un ragazzo (uno maschio e l’altro pure) che si baciano, abbracciati, davanti alla torta di compleanno di uno di loro, e questo turba, spingendoli a scrivere improperi e allerte socio-culturali e manifestazioni di disprezzo e fastidio e odio, moltissimi passanti dell’internet, in larga parte anonimi, categoria che non è nata nella contemporaneità come comunemente si crede bensì negli anni dell’Alto impero romano, quando mandammo a morte Gesù Cristo. «Nascondetevi». «Andreste messi a morte». «Dovranno essere tutti omosessuali i nostri figli? E il futuro?». «Va bene la relazione, ma non ostentate». «Fate quello che dovete fare ma senza dare spettacolo. Non serve e non è un bel vedere. Non è questione di omofobia ma di rispetto per chi ha altre opinioni. È ora di darci un taglio co ste schifezze». Chiunque abbia avuto il fegato di leggere Il mondo al contrario del generale Vannacci, non faticherà a riconoscere le perfette assonanze e consonanze, così come le pregevoli variazioni ed estremizzazioni delle sue parole e delle sue teorie. Al generale Vannacci, piovuto sulle nostre vite per riportarle all’ordine e alla disciplina come Mary Poppins, bisogna far sapere che da tempo gli allievi hanno superato il maestro, e che quindi il suo compito è finito. Voli con il suo ombrello presso altre inciviltà, generale, la prego: qui, il suo compito di riesumazione e sublimazione della feccia è compiuto.

I ragazzi, Cristian Valdinoci, 23 anni, di Cesena, e Luca Leonardi, 22, di Cesenatico, hanno risposto a qualcuno, poi si sono arresi. Purtroppo, nessuno gli ridarà indietro il tempo perso a leggere le oscenità dei pronipoti di quelli che scelsero Barabba, loro affine.

Poi, però, è intervenuta non un’insegnante, un giudice, un carabiniere, un’amica, ma una signora di settant’anni, Loretta Togni, la nonna di Luca, che ha scritto: «Con il mio vissuto ho capito che l’amore non ha barriere e la felicità e l’accettazione della mia famiglia sono al primo posto così come la libertà dell’essere umano. Credo che l’amore possa abbattere qualsiasi schema, pregiudizio e generalizzazione. Viva l’amore». Lo ha scritto in una lettera di carta, con la penna. Per proteggere l’ovvio, e spiegarlo a quella parte di italiani che se lo sono fatto espiantare dalla testa, per rimpiazzarlo con l’idiozia, illudendosi di aver fatto il contrario.

È questo che sta succedendo, nel Paese e nel nostro caro mondo bello che fieramente indichiamo occidente facendolo coincidere con la somma delle società in cui la libertà di essere chi si è, sacra e sancita e rivendicata, è un diritto: sta succedendo che quella libertà fa schifo ai suoi più accaniti difensori, che la vogliono solo per sé e per chi riconoscono come suo uguale, anzi identico. Sta succedendo che la nuova egemonia culturale è una vecchia omofobia ancestrale, che qualcuno ha fatto in modo che non fosse più qualcosa di cui vergognarsi ed essere puniti, ma un’opinione legittima.

Le famiglie vivono nella realtà: crescono ragazzi che si innamorano, sempre di più, senza guardare se davanti hanno un maschio o una femmina, uno straniero o un patriota. Li crescono e, da loro, imparano.

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