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Insulti alla partita di volley tra ragazzine, la società mette al bando i genitori ultrà

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Spalti vuoti per fermare gli adulti che trasformano una partita di pallavolo tra ragazzine in una baruffa da Far West. È la drastica decisione presa dal Volley Parella Torino per mandare un segnale ai genitori che si ostinano a voler rovinare lo sport con insulti e aggressioni verbali. Mamme e papà colpiti da “Daspo”, dunque. Da questo week end al palazzetto non saranno ammessi i genitori-tifosi. «Se il comportamento dei genitori finisce per danneggiare le ragazze e il loro percorso sportivo, preferisco vedere gli spalti vuoti», sottolinea Gianluca Facchini, presidente del Volley Parella Torino, difendendo la sua scelta.

Una partita come tante

Il match incriminato è stato disputato lo scorso 18 ottobre a Riva presso Chieri, prima cintura torinese, contro il Chieri ’76. La ricostruzione è ancora oggetto di approfondimenti, ma è sicuro che a un certo punto della partita le ragazzine in campo si sono voltate, preoccupate, verso la tribuna. Ad allarmarle le urla che vedevano coinvolti alcuni adulti, un diverbio proseguito per diversi minuti.

L’offesa a una spettatrice

La scintilla sarebbe stata un’offesa rivolta a una spettatrice che sosteneva Chieri. Di colpo gli animi si sono fatti subiti tesi, anche se non si è mai arrivati alle mani. Gli allenatori, intuendo i pericoli di quella rissa verbale, hanno scortato le ragazze verso le panchine dopo la sospensione della partita. I genitori, però, hanno continuato a scontrarsi verbalmente.

Genitori ultrà

Tra le due società non risultato ruggini recenti, nessun contrasto nemmeno tra giocatrici o staff tecnici. Tutto è nato per l’aggressività di alcuni genitori, che si sono trasformati in ultrà, dimenticandosi di trovarsi a un match di volley. Dopo alcuni giorni di riflessione il presidente del Volley Parella Torino ha deciso di escludere i genitori dalle prossime partite, senza specificare per quanto tempo: «È un provvedimento forte, ma volevamo dare un segnale chiaro. Non possiamo accettare che una partita giovanile diventi il pretesto per aggressioni verbali».

Multe simboliche

Una decisione simbolicamente forte, molto più incisiva delle multe comminate ai due club: 120 euro al Volley Parella, 100 per le rivali del Chieri. Ma il presidente del Comitato torinese della Federvolley, Emanuele Alpignano, invita a non «minimizzare né sottovalutare un episodio isolato» che potrebbe però diventare la nuova normalità di uno sport che si considerava “immune” a questo tipo di “dinamiche calcistiche”. «Le ragazze guardano gli adulti e imparano da loro: se dagli spalti arrivano insulti e minacce, il rischio è che finiscano per considerarli normali», ha aggiunto. Sulla decisione di proibire ai genitori di assistere alle partite, però, nutre alcuni dubbi: «Giocare senza pubblico è una sconfitta per il movimento e per la società stessa – sottolinea –. Se però è un provvedimento circoscritto nel tempo, può servire a dare un messaggio. L’importante è che non diventi la prassi». Meglio adottare misure più circoscritte: «Se è possibile identificarli, vanno inibiti i singoli», aggiunge Alpignano, chiarendo che la Federazione «può intervenire sui tesserati, non sui singoli spettatori».

Il “Daspo” ai genitori delle giocatrici Under 14 non convince invece il presidente del Chieri ’76, l’altra squadra coinvolta in questo caso. «È errato generalizzare – chiarisce Filippo Vergnano –. Certamente devono essere puniti i responsabili ma non quei genitori che hanno avuto un comportamento irreprensibile. Gli spalti vuoti sono un bruttissimo messaggio soprattutto per le ragazze. Che, forse, ora potranno essere libere di giocare senza la preoccupazione di sentire le urla e gli insulti di mamme e papà che si credono ultrà.

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