L’agonia dei ricci denutriti. “Stremati da caldo e siccità, aiutateci a salvare i cuccioli”

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La dura vita dei ricci. Falcidiati dalle auto e ora anche dal caldo estremo. Da mesi il Centro recupero La Ninna di Novello, in provincia di Cuneo, sta vivendo un’emergenza senza precedenti: ogni giorno vengono ricoverati animali in condizioni gravissime, vittime di una siccità che non dà tregua.

I più fragili sono i cuccioli: arrivano disidratati, denutriti, spesso sotto choc o vittime di «colpi di calore». Molti dovrebbero pesare circa duecento grammi e invece ne pesano appena la metà. A testimoniare la gravità della situazione sono anche le madri: arrivano sempre più spesso femmine scheletriche, stremate, senza latte per allattare. Intere famiglie di ricci stanno pagando il prezzo della scomparsa del cibo. Perché il terreno, ormai duro come cemento, non permette più di trovare insetti, larve e lombrichi, e l’acqua sta scomparendo.

A denunciare questa situazione è il veterinario, e fondatore del Centro La Ninna, Massimo Vacchetta. Un antico proverbio recita; «l’ingegno di necessità fa virtù», e sembra sposarsi a pennello con le idee del «dottore dei ricci» che da tempo promuove eventi solidali per salvaguardare questa specie di animali vittima dei cambiamenti climatici. Tempo fa, è riuscito a creare un ospedale dove vengono curati oltre quattrocento esemplari ogni anno, falciati dalle macchine agricole o feriti dalle automobili. Ora a debilitarli, e in molti casi ad ucciderli, è stato il grande caldo. «Siamo di fronte a una situazione mai vista prima con questa intensità – spiega Vacchetta -. Facciamo quello che possiamo per salvarli, ma rimetterli in natura è quasi impossibile, perché le condizioni sono estreme».

Aiuto ai ricci in difficoltà

Le previsioni climatiche non sono incoraggianti: il caldo anomalo potrebbe protrarsi ancora a lungo e gli effetti dei fenomeni climatici globali potrebbero continuare ad alimentare condizioni estreme. Proprio mentre diminuiscono gli insetti, stanno nascendo numerose cucciolate tardive. Migliaia di piccoli avranno bisogno di enormi quantità di cibo per sopravvivere, ma rischiano di non trovarne a sufficienza. Per questo il fondatore del Centro lancia un appello urgente: «Nei giardini e negli spazi verdi è fondamentale sistemare più ciotole o sottovasi con acqua fresca, in diversi punti, e riempirli ogni sera. È importante lasciare cibo in abbondanza, utilizzando crocchette e umido per gattini, e si possono offrire anche frutti ricchi di acqua come anguria, melone, mela e pera, fondamentali in questo periodo per aiutarli a reidratarsi».

Inoltre, lasciare l’erba più alta, favorire la fioritura e piantare siepi e cespugli e alberi da frutto permette di creare piccole oasi. Un prato rasato si secca in poche ore, una vegetazione più ricca mantiene umidità e favorisce la presenza di insetti.

È fondamentale anche saper riconoscere un riccio in difficoltà: un riccio trovato all’aperto durante il giorno deve sempre essere soccorso. Così come vanno soccorsi quelli circondati da mosche o formiche, quelli che barcollano, appaiono disorientati o vengono trovati fermi lungo la strada. In questi casi bisogna sistemarli in uno scatolone con un panno o una coperta in pile, al caldo, e contattare immediatamente il centro, portandoli il prima possibile.

La tempestività spesso fa la differenza tra la vita e la morte. «Questa estate i ricci stanno pagando un prezzo altissimo alla siccità e ai cambiamenti climatici – conclude Vacchetta -, ma non tutto è perduto. Un piccolo gesto, se compiuto da migliaia di persone, può salvare migliaia di ricci. Ognuno di noi può fare qualcosa. Insieme possiamo fare la differenza».

Su questa linea, a Torino, si è tenuto il secondo «Riccio music day- Voci per la vita», evento promosso dal Centro La Ninna a cui hanno partecipato volti noti della tv, del teatro, del volontariato e della musica, tra cui il meteorologo Luca Mercalli, l’attore e scrittore Moni Ovadia, l’inviata di Report Sabrina Giannini, l’operatrice umanitaria di Medici Senza Frontiere nella striscia di Gaza Martina Marchiò e il cantautore Alberto Fortis.

I grandi nomi presenti all’evento sono stati premiati con la «Riccia d’oro», un simbolico riconoscimento a personalità che hanno dedicato la loro vita alla protezione degli animali, alla tutela dei diritti dell’uomo e alla salvaguardia della biodiversità. In precedenza, il premio era stato ricevuto dall’attrice Brigitte Bardot, dal chitarrista dei Queen Brian May, dal disegnatore Bruno Bozzetto e dall’attore tedesco Andreas Hoppe che avevano scritto la prefazione per il libro 75 Kg di felicità, un fumetto, edito nel 2024 dal Pennino, nel quale Vacchetta e l’illustratrice Roberta Morucci riprendevano la storia dell’incontro tra il veterinario e il riccio Ninna, una storia d’amore per la natura, introdotta dal pensiero dalla leggenda del rock Brian May, fondatore in Inghilterra del centro di recupero «The Amazing Grace».

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