L’Argentina vince facile con la Giordania: 3-1. Magia di Messi, gol e nuovo record

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DALLAS. L’unica cosa che tiene sveglio il pubblico è l’incessante suono di trombe e tamburi in uno stadio di Dallas composto e che si scompone appena il giusto quando prima Lo Celso su punizione e poi Lautaro Martinez su rigore (fallo su Senesi colpito con un calcio in pieno volto), piegano la flebile resistenza della Giordania già nel primo tempo con un 2-0 senza particolari squilli. È il primo gol mondiale per l’attaccante interista.

Non c’è nulla in palio se non l’orgoglio per la Giordania di non sfigurare davanti ai campioni del mondo; l’Argentina punta a far riposare i titolari e magari a chiudere il girone con il terzo cleansheet.

Ritmo quindi da gita fuoriporta per la Celeste schierata da Scaloni con tutti i rincalzi, solo Lautaro e l’altro Martinez, il portiere Dibu, sono confermati. Messi – era annunciato – si accomoda in panchina.

Si alza dopo qualche minuto del secondo minuto per il riscaldamento e c’è il primo sussulto dei 70mila di Dallas. Nel frattempo, una bella combinazione giordana su colossale dormita della difesa argentina ha consegnato ad Al Tamari, lo chiamano il Messi di Giordania, la gioia del gol, 2-1 anche se l’idea di partita riaperta sembra peregrina. Esulta in tribuna il re Abdullah.

Poi arriva il tempo di Messi e per qualche attimo il boato sommerge il bum bum dei tamburi.

La Pulce sostituisce Lautaro piazzandosi al centro dell’attacco. Dietro di lui si muove MacAllister sostituto di un Nico Paz al centro del gioco, ma pure con qualche amnesia (è lui a perdere il pallone che da il là all’azione del gol giordano). Fuori anche Lo Celso, il migliore dei suoi insieme a Simeone, stantuffo sulla fascia destra, nei primi 45 minuti.

Ma in una partita dal copione scritto e con pochi acuti, basta l’ingresso di Messi per aggiungere un po’ di imprevedibilità e generare quel senso di attesa per qualcosa. Che avviene. È una punizione che il Dieci si conquista al trentesimo. Il tiro aggira la barriera e si infila in porta per il definitivo 3-1. Non esente da colpe Abu Laila già incerto e immobile sulla conclusione di Lo Celso che ha sbloccato la partita. Per Messi sesto gol nel torneo, 19esimo ai Mondiali, nessuno come lui.

La partita si chiude qui, l’Argentina controlla, qualche accelerazione spaventa ancora i giordani. Che però hanno avuto anche alcune occasioni – complice il basso ritmo che Paredes, regista compassato, hanno impresso alla partita.

Scaloni chiude il gruppo al primo posto e si sposta a Miami dove affronterà la sorpresa Capo Verde martedì prossimo. Austria e Algeria intanto si sfidano a colpi di gol, il 3-3 finale premia tutti. Gli uomini di Rangnick secondi, Algeria fra le migliori terze. Da questa sera si farà sul serio, al via i sedicesimi, chi perde torna a casa.

Il tabellino

Giordania (3-4-2-1): Abulaila 5; Nasib 5,5; Al Arab 6; Abu Dahab 6 (45’ st Obaid sv); Haddad 5,5; Al Rashdan (31’st Jamous) 6; Al Rawabdeh 6; Abu Taha 5; Olwan 6,5 (45’ st Abuzraiq 5,5 sv); Fakhoury 5,5 (1’st Mahmoud Al Mardi 6); Azaizeh 5 (1’ st Al Tamari 6,5)
Ct: Sellami Jamal: 6
Argentina (3-4-2-1): Martinez 6; Senesi 6,5; Otamendi 6; Tagliafico 6; G. Simeone 7 (26’st Barco 6); Palacios 6; Paz 6 (15’st MacAllister 6) Paredes 6; Lo Celso 7 (15’ st Almada 6); J. Alvarez 6,5 (37’ st Lopez sv); L. Martinez 6,5 (15’ st Messi 7)
Ct: Lionel Scaloni: 6,5
Arbitro: Kovacs Istvan (Romania)
Reti: 19’ pt Lo Celso; 31’ pt Lautaro Martinez (rig); 9’ st Al Tamari; 35’ st Messi
Ammoniti: 17’ pt Abu Taha; 19’ st Al Arab; 45’+4’ Abuzraiq

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