NOVARA. Il posacenere è accanto a un piccolo cestello con i gettoni, ben distanziato per evitare di spegnere le sigarette tra le monete che servono per avviare le macchinette. Un uomo pigia i tasti in modo compulsivo, appaiono scritte e simboli, borbotta qualcosa, sbuffa del fumo, pesca un paio di «coin» dal secchiello dopo aver ruotato la mano all’interno, li infila nella fessura della slot machine, torna a pigiare i tasti. Più che un rito è un mantra. Ogni giocata spera sia quella vincente e ogni singolo passaggio sembra fondamentale per portare fortuna. Non ne ha un signore poco distante da lui: «Qua non si vince un c…». Si alza ed esce scartando un pacchetto di sigarette, senza leggere lo scontrino che gli restituisce la macchinetta: 50 euro giocati.
Nella «Las Vegas» dell’Aronese, sul Lago Maggiore, è una giornata di ordinaria amministrazione, tra gente di passaggio che punta qualche euro o incalliti giocatori che sperano nella svolta. Possono farlo in otto sale slot nel giro di soli 4,5 chilometri sparse lungo la strada statale 33 del Sempione e corso Cavour tra Dormelletto e Castelletto Ticino, terra di confine tra Piemonte e Lombardia.
Nel Novarese, tra sale slot e videopoker, si spende un decimo dei 9,9 miliardi di euro totali registrati per il Piemonte: lo rivela il report 2025 sul gioco d’azzardo presentato dalla minoranza del Pd in Regione. Ma è nella piccola Dormelletto, poco più di 2.500 abitanti, che le puntate sono da record e i dati evidenziano in maniera allarmante l’incidenza di questa “economia”: in quei quasi 5 chilometri di strada si arrivano a spendere 23,26 milioni di euro l’anno nel gioco fisico e 3,95 milioni in quello online. In pratica quasi 10 mila euro a persona: bambini ed anziani compresi. La media in Italia è di poco meno di 3 mila euro per maggiorenne. La spesa di Dormelletto – dice il report – è un decimo di quella di Novara, città che ha però oltre 103 mila abitanti. Non è da meno la vicina Castelletto Ticino, neanche 10 mila anime: qui si registrano 10.627.114,73 euro puntati a poker, carte, dadi, roulette e così via.
Molte delle attività tra questi due comuni sono aperte già dal primo mattino, tutte chiudono a notte fonda. I clienti che ci entrano e si piazzano davanti agli schermi hanno tra i 40 e i 60 anni, sono prevalentemente uomini e orbitano tra una macchinetta e l’altra, si ritrovano per giocare a poker online sul telefono, sfregano monetine sui gratta e vinci facendo avanti e indietro al bancone. L’attività può durare tutto il giorno, perché in qualche locale di Dormelletto si abbinano servizi di bar e tabaccheria.
A Castelletto, invece, «giocano soprattutto ex imprenditori e imprenditrici sopra i 60 anni – spiega il gestore di uno dei locali — oppure ragazzi che puntano sugli eventi sportivi». Registra un’ottantina di ingressi al giorno: «Cinquanta di questi sono stranieri, per lo più romeni o albanesi che terminato il turno in cantiere vengono qui, bevono qualcosa, fanno una puntata». Arrivano anche dalla vicina Lombardia: in fondo alla “via delle slot” c’è il ponte sul Ticino e al di là c’è Sesto Calende, provincia di Varese. Attorno alle sale slot «non ci sono forti disagi – dice la proprietaria di un’attività lungo la strada statale 33 di Dormelletto, che preferisce rimanere anonima -. C’è un continuo viavai di persone e questo può inquietare passandoci davanti, ma sono attirati come falene dalle macchinette, se ne stanno lì dentro a giocare, bere e fumare. Non danno fastidio».
Ma c’è chi tra i residenti pensa che si stia confondendo questa «convivenza pacifica» con «una patologia sofferta da persone che scelgono di vivere i propri problemi in solitaria e senza contatti con la collettività. E senza che questa si interessi a loro, specialmente dopo il Covid». «Vivere poco lontano da una zona in cui ci sono veramente tante sale gioco in uno spazio ristretto ed è preoccupante», rincara una abitante di Dormelletto che si trova a passare lungo la Statale che – va detto – è distante da centri storici e aree residenziali dei due paesi. Quattro locali, per esempio, si trovano in una zona quasi del tutto commerciale e però «circondano» in un raggio di qualche centinaio di metri il «Gottard park», area verde di Castelletto dedicata alle famiglie con giochi e attrazioni come vecchie macchine o aeroplani da scoprire all’aria aperta.
Il sindaco Massimo Stilo rassicura: «Non abbiamo mai registrato problemi tra bar e sale slot e nemmeno qualche persona con quel tipo di problema seguita dai nostri servizi sociali. Siamo sempre stati attenti su questo fronte». Anche le sale slot di Dormelletto sono spalmate lungo la statale del Sempione e abbastanza isolate dai quartieri residenziali. Per la sindaca Lorena Vedovato i giocatori «sono più di passaggio o stranieri, specialmente per il turismo sul Lago Maggiore». E rispetto al passato hanno anche meno posti dove giocare: «Negli ultimi anni sono stati chiusi due locali, passando da sei a quattro». Come Stilo, anche lei è impegnata a contrastare il fenomeno: «Stiamo lavorando alla costituzione di un team di esperti che intervenga in quei luoghi per far intraprendere alle persone un percorso di riabilitazione». C’è anche un progetto in via Roma, dentro un bene confiscato alla mafia e oggi intitolato a Sonia Solinas, vittima di femminicidio nel 2022. È diventato uno sportello per fragili e vittime di violenza, uomini e soprattutto donne.
Da ottobre aprirà anche quello dell’associazione novarese «OrientaMente», impegnata nella lotta al disagio sociale e psicologico: «Sarà un luogo sicuro anche per chi è vittima del gioco d’azzardo».
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